ESPERIENZE E RIFLESSIONI
Nel corso degli anni abbiamo progettato interventi educativi nei contesti più diversi. Il nostro lavoro si è sviluppato attraverso l’individuazione, all'interno di ogni situazione, degli elementi che permettono di vivere legami, empatia, appartenenza in modo che l'esperienza fosse per il bambino divertente e profonda allo stesso tempo.
Segue un lavoro di metodologia educativa, per tradurre quegli spunti in modo adatto a incontrare le sensibilità dei bimbi.
I percorsi e le attività che abbiamo realizzato in questi anni hanno aiutato bambini e ragazzi a riconoscere significati e costruire i legami essenziali con se stessi e con gli altri, con gli esseri viventi e con l'ambiente, vivendo la coralità, la cooperazione e la condivisione, la cura e la responsabilità.
Manifestazioni
Queste esperienze con il pubblico ci hanno confermato la possibilità di aggiungere alla dimensione del divertimento la qualità della relazione, dell’incontro con l’altro, della scoperta, della conoscenza e del contatto diretto.
Ogni manifestazione ha sempre nei suoi obiettivi una qualità culturale e implicitamente educativa; il nostro contributo consiste nell’esplicitare quelle dimensioni, nel progettare attività e stimoli per farle vivere, in modo da rendere quella giornata in qualche modo speciale per i partecipanti.
Una giornata fantastica a… Bricherasio
Prima edizione: 21 maggio 2006
Seconda edizione: 25 maggio 2008
Il Comune di Bricherasio ha messo a disposizione piazze ed edifici pubblici.
Bambini NaturalMente ha contribuito alla progettazione, organizzazione e attuazione di una giornata al ritmo dei bambini, creando stimoli per incontri felici tra mondo adulto e mondo bambino attraverso giochi e giocattoli della tradizione – che incantano i bambini, sono freschi nella memoria dei genitori e dei nonni e permettono esperienze intense di relazione.
Come è andata:
· chini sugli stessi oggetti bambini e adulti, gli uni a sperimentare gli altri a mostrare “come si faceva”, giocando tra loro senza più separazione tra grandi e piccoli, in un autentico incontro di interessi comuni;
· ragazzi e bambini di età diverse, che normalmente hanno scarse occasioni di incontrarsi, giocavano insieme con gli stessi giochi;
· ai volontari dell’UGI che animavano l’unico stand sulla piazza: tutta l’attenzione che la loro dedizione meritava, senza essere confusi nella varietà delle fiere consuete;
· niente fretta, niente rumore, solo l’animazione vivace dei bambini che passavano da un gioco all’altro; un’atmosfera serena e allo stesso tempo speciale che molti genitori ci hanno chiesto di riproporre presto.
Fera dij Coj - Un angolo di fiera a dimensione di bambino
18 e 19 novembre 2006, Settimo Torinese
In questa edizione della fiera agricola l’esposizione della produzione tipica a fini commerciali è stata affiancata da recinti di animali e macchine agricole tradizionali. Bambini NaturalMente ha progettato e gestito uno “spazio bimbi” in modo da arricchire l’intrattenimento consueto con una dimensione affettiva e di scoperta, con un ritmo più protetto:
· il banco di ortofrutta a misura di bambino dove annusare, toccare, esplorare, conoscere o riconoscere ogni vegetale /pianta e frutto,
· visite agli animali pensate per un contatto di empatia con ogni animale,
· la scoperta del mais anche attraverso immagini suggestive delle colture di origine,
· attività espressive a partire dagli elementi naturali a disposizione.
Come è andata
I bambini che hanno partecipato ci sono apparsi concentrati nel loro fare e curiosi e attenti nel conoscere, potendo seguire un proprio personale ritmo di scoperta al di fuori della pressione fisica – la ressa – e cognitiva – l’affollamento di stimoli superficiali tipico della situazione di una fiera commerciale.
La Montagna negli occhi dei bambini
Realizzato nel 2009, il progetto “La Montagna negli occhi dei bambini” è nato dal desiderio di costruire - attraverso un’esperienza educativa - legami tra città e montagna partendo proprio dai bambini.
L’avvicinamento alla montagna è stato l’inizio di un percorso di cambiamento nella relazione tra montagna e città e nella percezione dell’identità di chi abita in montagna.
Il progetto ha visto il contributo della Regione Piemonte e il patrocinio di Pro Natura Torino.
Avvicinare i bambini alla montagna
La montagna è una grande risorsa per la crescita dei bambini se con la montagna il bambino può vivere un legame profondo: immersione nell’ambiente, contemplazione, sfida nel porsi obiettivi, tenacia e determinazione nel raggiungerli. Barriere alla montagna sono pregiudizi e distanze: la fatica, la non conoscenza, la lontananza, la difficoltà.
E allora siamo partiti da concetti quali “poco faticoso”, “poco difficile”, “poco lontano” scegliendo i sentieri della collina come luogo propedeutico alla montagna, al suo paesaggio, alle sue emozioni. Dopo è venuta la montagna. E, con essa, l’incontro con i bambini che vivono lassù. L’esperienza, nel far vivere ai bambini di città un importante legame con questo ambiente naturale e con chi ci vive, ha lasciato anche nei bambini di montagna un’esperienza profonda.
Con questo progetto ci siamo proposti:
· per i bambini di città: sentire con la montagna un rapporto più profondo e responsabile, un comportamento rispettoso;
· per i bambini di montagna: superare il proprio isolamento, rafforzare la propria identità anche rendendo partecipi gli altri dei valori della vita in montagna;
· per tutti i bambini: sentire che i monti del Piemonte fanno parte della loro vita e quindi della loro identità come abitanti di questo territorio da valorizzare.
Il percorso con i bambini
I bambini di una classe II di una scuola primaria di Torino si sono avvicinati alla montagna attraverso camminate esplorative sui sentieri della “Montagna di Torino”. I bambini di due pluriclassi di montagna hanno progettato l’accoglienza dei bambini di città per far conoscere loro la propria montagna - spunto per noi per condurli a esplorare il loro rapporto con la montagna, il loro vissuto e la loro identità. Insieme i bambini di montagna e di città hanno esplorato la montagna.
Ogni esperienza ha fatto nascere nei bambini pensieri, emozioni, riflessioni espressi in frasi, disegni e immagini – testimonianze raccolte e organizzate in uno stand dedicato al progetto ad Alpi 365 – Expo 2009, dove i bambini si sono ritrovati insieme per rivivere e condividere l’esperienza vissuta.
Abbiamo sostenuto ogni bambino nell’essere attento a ciò che succedeva dentro e fuori di lui, abbiamo predisposto lo spazio e il tempo e incoraggiato la possibilità di esprimere e rappresentare le proprie emozioni e i propri sentimenti, abbiamo dato rimandi di grande valorizzazione. L’esultanza finale dei bambini ha espresso la gioia di questa scoperta di sé nella corrispondenza dell’incontro con gli altri bambini.
I risultati
Nel realizzare il progetto abbiamo verificato quanto i bambini di città per avvicinarsi alla montagna debbano davvero superare barriere fatte di non conoscenza, di paura della fatica, di insicurezza fisica nel passo; e quanto l’isolamento condizioni i bambini di montagna nella costruzione della loro identità e della sicurezza del proprio valore.
Lungo il percorso i bambini di Torino hanno scoperto progressivamente un mondo che non conoscevano, si sono sperimentati fisicamente, con un inizio graduale (le camminate per la collina di Torino) arrivando ad affrontare difficoltà per loro significative. Il vedersi capaci di superare queste difficoltà (non scorderemo il passaggio dal “io non ce la posso fare” all’esplosione di gioia del “ce l’ho fatta!” di alcuni bambini) affrontate anche grazie alla fiducia delle insegnanti, ha fatto nascere nei bambini un moto di orgoglio e un sentimento di affetto nei confronti dei luoghi e dei compagni (di città e di montagna) di questa avventura.
I bambini di montagna hanno attraversato vari sentimenti: da un’iniziale, spavalda, affermazione di superiorità e di distanza nei confronti degli sconosciuti bambini di città, dalla quale trapelava l’insicurezza, allo sfidarsi nell’accoglienza offerta e ricevuta.
In questo percorso di avvicinamento l’incontro è stato essenziale per vivere uno scambio di significati e una scoperta di empatia, il sentimento su cui si fonda un legame.
Anche le insegnanti di città e di montagna hanno condiviso l’esperienza e si sono confrontate, e hanno deciso di proseguire l’esperienza che il progetto ha loro offerto, incontrandosi nuovamente e lavorando insieme e parallelamente sulle emozioni e le conoscenze vissute dai loro bambini.
Alpi 365 - Montagna Expo '09
Il progetto “La Montagna negli occhi dei bambini” ha visto la sua giornata conclusiva durante l’apertura di Alpi 365 – Montagna Expo, edizione 2009.
Il percorso con i bambini è stato raccontato in uno spazio dedicato, attraverso un montaggio delle loro testimonianze - disegni, pensieri, osservazioni, immagini fotografiche, raccolte durante tutti i momenti del percorso, accompagnato da commenti legati ala sostanza del progetto educativo.
Una opportunità per arricchire l’esperienza è stata offerta dalla Regione Piemonte attraverso la collaborazione con l’OIAT, presso la tartufaia didattica allestita ad Alpi 365. I bambini hanno potuto osservare la cerca del tartufo, conoscere un protagonista prezioso dei nostri boschi che non conoscevano, imparare a valutarne le caratteristiche e contribuire a sperimentare un progetto di giuria junior – coerente con l’intento di far conoscere questa risorsa così peculiare della nostra Regione a partire dai più giovani. La Regione ha premiato simbolicamente questo impegno dei bambini con una maglietta creata appositamente per l’occasione.
A scuola nei campi
“A scuola nei campi” è stato, fino al 2009, il marchio dei nostri percorsi di educazione all'interdipendenza e alla creazione di valore che hanno avuto come strategia educativa il rapporto con la natura e i saperi dell'uomo.
I percorsi erano organizzati attraverso più incontri lungo l'anno scolastico, a cadenza concordata, per promuovere quell'apprendimento interiorizzato che una sola esperienza, per quanto significativa, non avrebbe portato.
Progettati e realizzati nei contesti di alcune aziende agricole particolarmente sensibili, i percorsi, modulati per fasce di età dai 2 ai 14 anni, hanno fatto vivere avventure, scoperte, emozioni, condivisione, esperienze manuali ed espressive, spazi di concentrazione e di riflessione.
A scuola nei campi ha consolidato nei bambini tre meta-apprendimenti particolarmente importanti:
· attraverso il ritmo della natura: il valore dell’attesa, della pazienza, della dedizione, della cura e la meraviglia del prodotto della terra, ogni volta unico e non programmabile né standardizzabile
· attraverso le attività: il lavoro di squadra, il valore dei ruoli in una cooperazione senza la quale è difficile guadagnare un risultato di beneficio per tutti- un presupposto della società civile oggi desueto
· nel contatto diretto, empatico con gli altri esseri viventi: un ancoraggio alla realtà di fronte alla pressione delle relazioni virtuali nelle quali i giovani sono sempre più immersi, con il serio rischio di sviluppare un rapporto con se stessi e con la realtà sempre più distorto e sempre meno responsabile.
A scuola nei campi è stato realizzato attraverso quattro percorsi: “A scuola nei campi di grano”, “A scuola negli orti”, “A scuola nel bosco”, “A scuola con le api”.
A scuola nei campi di grano
Un percorso per conoscere il grano o il granoturco.
Per stabilire un rapporto fisico ed emotivocon la terra, osservare da vicino la meraviglia del seme e seguire il suo trasformarsi in piantina, poi in spiga, e trasformare insieme, ripercorrendo gesti antichi, la spiga in chicchi, in farina e poi “nel nostro pane squisito”.
A scuola con le api
Un percorso in due incontri per scoprire le api nel loro ambiente naturale.
Fantastichiamo sulla vita dell’ape regina...
A SCUOLA NEGLI ORTI
Un percorso di sei incontri che offre un coinvolgimento in prima persona nel ciclo completo di produzione di un orto.
Sostenuti anche dal sapere dell’agricoltore i bambini sperimentano il ritmo della natura, il valore dell’attesa, la pazienza, la dedizione, la cura, l’impegno; scoprono la meraviglia del prodotto della natura, ogni volta unico e non programmabile; nel lavoro di squadra scoprono il valore dei ruoli in una cooperazione senza la quale è difficile guadagnare un risultato di beneficio per tutti.
La festa finale coinvolge bambini e genitori nella condivisione delle emozioni e delle scoperte fatte dai bambini lungo il percorso, e raccontate ai genitori dai bambini attraverso linguaggi diversi, parola, disegno, drammatizzazione, teatro, sempre nel rispetto della assoluta autenticità.
“L’orto mi ha insegnato che la natura fa regali bellissimi”
“L’orto mi ha insegnato che per avere cose belle bisogna avere tanta pazienza”
“L’orto mi ha insegnato di non litigare con i compagni per esempio il mio compagno vuole tagliare l’erba e io lo voglio aiutare ma lui non vuole che lo aiuti.....dopo l’orto mi ha insegnato tante cose belle la più bella che mi è piaciuta era che è più bello fare i lavori insieme, ma è più brutto da soli”
“L’orto mi ha insegnato che bisogna avere cura delle piante come se fossero dei bambini piccoli”
A SCUOLA NEL BOSCO
Un soggiorno in una baita ristrutturata, di mezza montagna, in mezzo al bosco per esplorare l’ambiente, conoscere e vivere la vita, i saperi, le tradizioni, i rituali e l’economia della borgata.
I bambini sperimentano una immersione nella natura e nelle stagioni entrando in contatto con gli esseri viventi in questo luogo: nascono un dialogo interiore e una riflessione profonda
“Il bosco è una cosa bellissima e penso che veramente gli alberi mi possono ascoltare.
La foschia mi copriva come se mi volesse riempire di coccole e fresca l’aria che correva e mi salutava impaziente”
“Ti voglio bene albero e voglio che tu cresca e diventi bello grande e grosso, ti ricorderò sempre dovunque io vada.
Sei il mio albero e un miglior amico vegetale, non importa se sei un albero e non puoi parlare, ti voglio bene perché stai in silenzio e ascolti quello che dico e mi capisci”
sostenuti dal sapere di chi conduce l’azienda interagiscono con gli animali da cortile e imparano a prendersene cura capendone i bisogni, osservano le capre che liberamente vanno in cerca di cibi su per i pendii ripidi e tornano da sole alla sera nella loro stalla
sperimentano la trasformazione degli alimenti attraversando i saperi dell’uomo: il latte e il tomino, i frutti dell’orto e la cucina (le tradizioni culinarie) di montagna.
"Pensate ho rincalzato le patate è stato incredibile, e ho preso un agnellino in braccio e non me ne dimenticherò mai!"
"la cosa più bella per me è stata quella di cucinare, perché mi sono sentita più GRANDE"












.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)























